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IN LIBRERIA

Il violinista Igor Brodskij
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Scritto lodevolmente, una fiaba svolazzante nell’aria, che mi ha colpito.
(Ermanno Cavazzoni)
E alla fine del racconto la sentiremo anche noi, la musica di Igor Brodskij, mentre suonerà per i fantasmi dei soldati cenciosi di tutte le guerre, degli antichi cavalieri e dei servi della gleba.
(Mariolina Bertini)
L’erranza attraversa tutto il testo: Igor non è soltanto un uomo in viaggio, è un uomo che è viaggio, che si definisce mentre si muove, che trova senso proprio nel non appartenere a un luogo solo.
(Carla Casazza, blog)
Un libro da leggere e rileggere, che ci conduce con levità, anche per effetto di uno stile che ora volge scientemente alla precipitazione e ora si libra lirico, a esplorare il labirinto in cui ancora ci aggiriamo e a meditare sulla figura dell’artista.
(Gianni Antonio Palumbo, Giano Bifronte)
Il violino invisibile diventa un simbolo potente: rappresenta l’essenza dell’arte pura, che esiste al di là delle leggi del mercato e della logica razionale.
(Alfredo Imbellone, Rocca)
Un romanzo che lascia un segno indelebile, come una corda di violino che vibra troppo a lungo e troppo forte. Da tenere stretto, come una nota indimenticabile e perfetta.
(Carlo Tortarolo, Satisfiction)
Ironico e tremendamente attuale, da leggere senza distrazioni, previo distacco del proprio modulo lunare dal resto dell’universo.
(Camillo Scaduto, I Love Sicilia)
Nel contesto del romanzo italiano contemporaneo – spesso appiattito su forme riconoscibili di autofiction, cronaca familiare o minimalismo esistenziale – “Il violinista Igor Brodskij” rappresenta una provocazione.
(Fabio Galli, Bo Summer’s)
Un piccolo capolavoro sospeso tra allegoria, ironia e denuncia sociale.
(Emanuela Stella, Glicine-Rivista)
C’è in tutto il libro un senso acuto di spaesamento, di una commedia che ha il passo leggero di una tragedia che ha scelto di ridere per non piangere.
(Igor Ebuli Poletti)
Fiaba moderna col sapore del realismo magico, commistione ideale tra il romanzo picaresco e quello di formazione.
(Davide Zardo, L’Araldo Lomellino)
Chi sente la musica di Igor Brodskij non potrà mai più essere lo stesso.
(Serena Penni)
Come un incantesimo la cui formula è custodita nelle viscere della vita, la musica di Igor Brodskij affonda nell’archetipo visionario di un’umanità che ha dimenticato come restare in contatto con la bellezza e l’amore.
(Luciana De Palma, Zona di Disagio)
“Il violinista Igor Brodskij” si conferma un piccolo poema sulla perdita. Un’ode a tutto ciò che, proprio quando cerchi di afferrarlo, ti scivola via tra le dita.
(Mirco Salvadori, Lost in it)
Tra immaginazione, poesia, finzione e realtà Fiocchi racconta la storia del più grande violinista del ventunesimo secolo, ma nel suo romanzo c’è il Novecento con tutta la sua crudeltà e la sua bellezza.
(Nicola Vacca, Gli Amanti dei Libri)
Fiocchi ci regala una favola ironica, in cui non mancano l’umorismo e la tragedia. Lo stile sa riunire il meglio di quel postmodernismo che azzarda “decontestualizzando”.
(Martino Ciano, Border Liber)
Come nelle fiabe qualcuno si metterà alla ricerca di questo musicista, di questo eroe senza dimora, e anche noi andremo a cercarlo per le strade del mondo.
(Ippolita Luzzo, Il Regno della Litweb)
Una cosmofiaba iperletteraria che commuove e diverte.
(Saskia Avalle)
L’ho trovata una storia scritta con intelligente umorismo, piena di verve e di trovate geniali.
(Gianni Barone)
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Programma incontri
2025
Pavia, 12 aprile. Libreria Il Delfino – Ubik
Genova, 30 maggio. Libreria Ex Libris
Milano, 3 giugno. Libreria La Balena
Pavia, 13 settembre. Libri e Caffè
Pavia, 19 settembre. Biblioteca Mirabello Scala
Broni, 21 settembre. Polo Culturale
Pavia, 27 settembre. Libreria Cardano
Lungavilla, 18 ottobre. Biblioteca Vittadini
Mede, 25 ottobre. Biblioteca Masinari
Imola, 14 novembre. Libreria Mondadori
Napoli, 18 novembre. Luce Libreria Emotiva
2026
Vigevano, 14 marzo. Biblioteca Mastronardi
S. Stefano Belbo, 27 giugno. Pavese Festival